Ritardi nell’uscita del nuovo decreto sugli F-Gas

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Come promesso, eccoci al secondo appuntamento sulla tematica gas refrigeranti. In questo caso parliamo del nuovo decreto per gli F-Gas che continua ad essere posticipato, e la sua pubblicazione tardiva sta creando disagi agli operatori del settore e alle associazioni di categoria.



Ricordiamo che questo decreto tratterà i requisiti e le condizioni necessari per il riconoscimento della certificazione di persone fisiche ed imprese all'installazione di apparecchiature fisse di refrigerazione, condizionamento d'aria e pompe di calore contenenti gas fluorurati a effetto serra.



Sul piano politico, è stata presentata un’interrogazione parlamentare da un gruppo di onorevoli, i quali hanno sottolineato il fatto che questo ritardo è completamente ingiustificato e non fornisce le certezze per lavorare in un quadro normativo preciso. Inoltre non è possibile individuare le imprese e le persone che installano impianti con F-Gas senza certificazione: questa è concorrenza sleale nei confronti delle imprese in regola con la legge.
Quindi, è stato fatto qualcosa a seguito dell’interrogazione? Si e no: il Ministro dell’Ambiente Galletti ha informalmente fatto sapere che il decreto è attualmente fermo alla Presidenza del Consiglio in attesa di essere calendarizzato, senza aggiungere altro.



Possiamo però fare due conti: l’iter prevede che il decreto, una volta approvato dal Consiglio dei Ministri, venga trasferito al Consiglio di Stato per le consultazioni in merito, per poi tornare al Consiglio dei Ministri ed essere infine firmato dal Presidente della Repubblica, Mattarella. Quindi, considerando i tempi tecnici di tutto questo, possiamo stimare che il decreto entrerà in vigore per il mese di marzo 2018.



Nel frattempo, la DECISIONE DI ESECUZIONE (UE) 2017/1984 del 24 ottobre 2017, regolarmente pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, stabilisce nuove direttive e limiti quantitativi di produzione per il triennio 2018-2020, applicati a tutte le imprese certificate, e volti a ridurre progressivamente l’utilizzo non regolamentato di f-gas. Infine, Confcommercio riporta che a partire dal 1 gennaio 2020, sarà vietata la vendita di refrigeratori con una quantità di HFC espressa in GWP (Global Warming Potential – Potenziale di Riscaldamento Globale – ne parliamo più approfonditamente qui) superiore a 2500. Il divieto deriva dal regolamento 517/2014 sui gas fluorurati ad effetto serra (HFC, PFC e SF6), pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale Europea n. L 150 del 20.05.2014, che mira a contenere l’effetto serra stesso attraverso la progressiva restrizione all’immissione in commercio di prodotti e apparecchiature specifici che contengono – o il cui funzionamento dipende da – gas fluorurati a effetto serra. Le uniche eccezioni ammesse sono le apparecchiature per la refrigerazione di prodotti a temperature <50° C e l’utilizzo di gas recuperato dagli impianti e correttamente rigenerato (che sarà vietato solo a partire dall’1 gennaio 2030).



Infine una nota che lascia ben sperare per il futuro: dai dati Cerved-Unioncamere emerge che, nonostante i ritardi, la categoria dei frigoristi si è arricchita di oltre 25mila imprese certificate nei primi 6 mesi del 2017 (+1000 rispetto allo stesso periodo del 2016) e di quasi 59mila persone certificate nella prima parte del 2017 (+2000). Trend simili sono stati registrati anche per quanto riguarda le persone in possesso di “Patentino F-Gas”, passate delle 56.572 dello scorso anno alle 58.873 odierne. In questo caso il rapporto persone iscritte/certificate è più alto (72%) e si mantiene ai livelli del 2016.

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Gio 11 Gen 2018